19 Maggio 2012
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magicamente Trail... l´avventura continua..AW2010

05-05-2010 - News Generiche
trail = natura= passione
Dopo i durissimi percorsi alpini del 2009, l´idea di fare un lungo trail sulle montagne "non impossibili" della Abbots Way, mi aveva subito interessato. E´ difficile infatti presentarsi alle varie Ultra Trail du Mont Blanc, Gran Trail Valdigne e Lavaredo Ultra Trail con gli allenamenti fatti sulle nostre "collinette".
La corsa è in linea da Pontremoli a Bobbio.
Parto il venerdì alla volta di Bobbio, lì lascio la macchina e vengo accompagnato in pullman a Pontremoli dove ho fissato una camera in albergo. Ritiro pettorali e controllo materiale obbligatorio: zainetto, riserva idrica e alimentare, telo di emergenza, vestiario pesante per affrontare il tempo mutevole della montagna, fischietto e lampade frontali per la notte. Durante il breafing ci vengono spiegati i dettagli della gara e le difficoltà che incontreremo. E´ previsto mal tempo per la tarda serata del sabato e per tutta la domenica.
Mangio qualcosa e vado a letto: la sveglia è prevista alle 4, la partenza alle 6.
Prima di addormentarmi cerco di calcolare quanto tempo potrà occorrere per fare tutti i 125 Km, ma è impossibile. Troppe sono le incognite e poi, chissenefrega, lo Spirito Trail non prevede tabelle.
Alla partenza sono felice perché mi sento fra i miei simili.
Saliamo subito e sono stupendi i chilometri fatti sulle cresta del Borgallo. Siamo dentro una nuvola e mi sento sul viso acqua ghiacciata che, per me che soffro il caldo, è sempre la benvenuta. Sono con una maglietta a maniche corte è comunque meglio sbrigarci e perdere quota. Si corre ancora in compagnia ed "incasso" i complimenti di due trailers che dicono di essere a tutta per il semplice fatto che si fermeranno a Borgotaro (Km 33). Ci salutiamo e ricomincio a salire. Il giorno avanza e con questo anche il caldo. Bevo in continuazione e forse anche troppo. Ora non sto più benissimo. Mancano 80 km all´arrivo, è questo il momento che provoca la maggior parte dei ritiri. La crisi nera e la meta così lontana sono un cocktail micidiale, ma tanti anni di ultramaratona e (ormai posso dirlo) di ultratrail, fanno il loro dovere. L´obbiettivo diventa Bardi (Km 65) la crisi si affronta con freddezza e lucidità e non mi lascio condizionare neppure dall´errore di percorso intorno al Km 60. Sono su un´ampia strada bianca, una freccia indica di andare a destra e ci vado. Passano 200/300 metri senza vedere nessun´altro segnale. La regola del trail dice che in questi casi si deve tornare indietro. Lo faccio e ritrovo l´indicazione. Non ho sbagliato: devo proprio girare a destra. Faccio 500 metri e continuo a non trovare nessun altro segnale. Torno nuovamente indietro e decido di non considerare quella freccia tirando dritto e, finalmente, dopo una curva trovo le indicazioni. Era un errore di chi aveva tracciato, succede.
Nella splendida Bardi c´è una gran folla ad attenderci e ci sono anche tante persone che conosco. Mi siedo per mangiare qualcosa e mi viene incontro Tiziana: l´amico Remo Lavarda (vincitore lo scorso anno) si è ritirato. Peccato, persone come lui ci vorrebbero a tutte le corse. Saluto tutti, ringrazio i volontari per l´ottimo ristoro e riparto. Come sempre lo stop raffredda un po´ le gambe e non è facile ritrovare il ritmo. Mi ci vogliono 10 Km, ma poi "si vola". Entro nell´abitato di Farini dove è in corso una festa paesana. Altro ricco ristoro. Mi sfidano a bere un bicchiere di vino, faccio finta di cedere alla provocazione, ma l´avrei preso ugualmente. Comincia a fare tardi. Con il buio non è facile correre sui sentieri soprattutto durante le ripide discese. Affronto l´ultima salita alla Sella dei Generali con le gambe che vanno benissimo. Trovo dei volontari che mi comunicano la mia posizione: terzo. TERZO???. Quando corro un trail non mi interessa assolutamente la posizione in classifica, ma insomma, SONO TERZO! Sono più di 14 ore che corro e solo ora mi date questa notizia? Mi riprendo subito: bravi, avete fatto bene, lo stress della competizione proprio non lo voglio. Arriva la discesa finale verso Bobbio e sono costretto ad accendere la frontale. Pochi minuti ancora e sono arrivato. Ecco, qui devo girare a destra... e ora? Acc... vaff... mi sono perso un´altra volta. L´arrivo è laggiù, lo vedo, ma non so come arrivarci. Torno indietro, ma quella freccia mi rimanda nella stessa direzione. Mi intestardisco ad andare avanti, ma entro fra i rovi e non riesco più ad uscire. Ho il numero di telefono di Elio (uno degli organizzatori), lo chiamo cercando aiuto, mi dice che può mandare qualcuno del soccorso alpino a prendermi. Ma dove? Non so più neppure dove sono! Confesso che mi prende un po´ di sconforto, non ci sono pericoli particolari e non fa freddo, però orami potevo essere sotto la doccia. Rimango al telefono ed è bravo Elio a tenermi tranquillo, esco dai rovi, torno nuovamente alla freccia, trovo una stradina asfaltata, faccio 300 metri, ritrovo le indicazioni e scendo finalmente verso valle.
E´ bello arrivare fra gli applausi della gente, lo sanno che siamo partiti 16 ore fà, che 125 Km sono tanti. Qualcuno viene a darmi la mano per congratularsi e mi chiede: ma come fate? Mah, a me ora sembra quasi facile. Prendo il cellulare e mando un messaggio a Elio: "tutto a posto, terzo classificato e contentissimo".


Fonte: www.atlcapraiaelimite.it-EnricoBartolini

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